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Domenica 22 Ottobre 2017
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Arcivescovo di Siracusa   versione testuale







 
S. E. Rev.ma Mons. SALVATORE PAPPALARDO
 
Arcivescovo Metropolita di Siracusa
 
Cenni biografici. S. E. Rev.ma Mons. Salvatore Pappalardo è nato a Nicolosi (Arcidiocesi di Catania) il 18 marzo 1945 ed è stato ordinato presbitero il 30 giugno 1968. Dopo gli studi nel Seminario arcivescovile di Catania, ha conseguito la licenza in Teologia e il dottorato in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense di Roma. Nella diocesi agatina ha ricoperto i seguenti incarichi: cooperatore parrocchiale nella parrocchia cittadina di S. Luigi; insegnante di religione nelle scuole statali; incaricato dell'Ufficio Catechistico diocesano; vice-rettore del Seminario; parroco della parrocchia Santa Maria dell'Odigitria (Chiesa Madre) di Viagrande dal 1974 al 1976; Parroco della parrocchia Spirito Santo (Chiesa Madre) di Nicolosi dal 1976 al 1989 ; cancelliere della Curia Arcivescovile di Catania. Dal 1989 al 1998 è stato Vicario generale di Catania. Eletto vescovo di Nicosia il 5 febbraio 1998, è stato ordinato vescovo il 5 marzo 1998 nella Basilica Cattedrale di Catania. Inizia il suo ministero episcopale nella diocesi di Nicosia il 25 marzo 1998. Il 12 settembre 2008 Sua Santità Benedetto XVI lo elegge Arcivescovo Metropolita di Siracusa. Inizia il ministero pastorale nell'Arcidiocesi l'8 novembre 2008. Attualmente, in seno alla Conferenza Episcopale Siciliana, è Vescovo delegato per la Liturgia. Da Settembre 2010 è anche membro della Commissione Episcopale per la Liturgia della Conferenza Episcopale Italiana.
 
Lo stemma episcopale. Per il proprio motto, Mons. Pappalardo ha scelto le parole 'Servus per Iesum' con la ferma volontà di seguire l'esempio del Maestro che è «venuto non per essere servito ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Vangelo secondo Marco 10,45). Lo scudo arcivescovile è diviso in tre sezioni: la parte di sinistra presenta uno sfondo verde che simboleggia il fiorire della natura, la rinascita a una nuova vita, quella stessa vita donata da Gesù per poi essere riacquistata nel mistero pasquale. In primo piano troneggia la croce di Cristo, evidente rappresentazione della Gloria, già esaltata da San Paolo nella sua lettera ai Gàlati (cf. 6,14). Sulla parte di destra sono due i simboli presenti: la stella e il pane spezzato collocati su uno sfondo rosso, chiaro richiamo al calore materno e alla presenza dello Spirito Santo. La classica stella a cinque punte, discreta presenza della Madonna, sottolinea la dimensione mariana del ministero episcopale dell'Arcivescovo e la protezione di una Madre a cui egli affida il suo servizio pastorale che, a Siracusa, si concretizza nel custodire l'arcano linguaggio delle Lacrime di Maria. Il pane spezzato, segno di condivisione e solidarietà, marca non solo l'importanza dell'agape fraterna ma anche, e soprattutto, la materia per il sacrificio eucaristico. La parte inferiore, di forma triangolare, racchiude le radici umane dell'Arcivescovo: nato a Nicolosi (CT), egli è 'figlio' dell'Etna e ha voluto così onorare le sue origini. Il vulcano, con la sua cima innevata, si staglia su di un cielo sereno invitandoci, metaforicamente, a coltivare il legame che ci unisce al territorio. Il pallio rappresenta l'agnello portato sulle spalle, come simbolo dell'Arcivescovo buon pastore e dell'Agnello crocifisso per la salvezza dell'umanità; le due strisce terminali di seta nera simboleggiano gli zoccoli dell'agnello. Il pallio è, inoltre, il simbolo di un legame speciale con il Papa ed esprime la potestà che, in comunione con la Chiesa di Roma, il metropolita acquista di diritto nella propria giurisdizione.
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